Tal si partì da cantare alleluia

12^ canto dell’Inferno.

Quinta parte.

Noi ci avvicinammo a quelle fiere veloci: Chirone afferrò una freccia, e con la cocca spinse la barba dietro alle mascelle.

Quando si fu scoperta la grande bocca, disse ai compagni: “Vi siete resi conto che quello di dietro muove ciò che tocca? Così non sogliono fare i piedi dei morti”. E la mia valente guida, che già gli era dinanzi al petto, dove si congiungono lʼessenza umana e lʼequina, rispose: “È proprio vivo, e mi occorre rendere noto a lui tutto solo la voragine  oscura dellʼInferno; la necessità lo costringe a ciò, e non il piacere. Un certo essere che si allontanò dal Paradiso interrompendo il suo canto di lode a Dio mi affidò questo incarico eccezionale: non è un ladro, né io un’anima ladra. Ma in nome di quella volontà divina per cui io procedo per un cammino così impervio, assegnaci uno dei tuoi, a cui noi possiamo stare vicino, e che ci indichi là dove si guada, e che trasporti costui sulla schiena, perché non è uno spirito che voli”.

@ TAL SI PARTÌ DA CANTARE ALLELUIA

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