Veggendoci calar, ciascun ristette

12^ canto dell’Inferno.

Quarta parte.

Io vidi un’ampia fiumana arcuata, poiché quella circonda totalmente il piano, a seconda di come aveva detto la mia guida; e tra i piedi della parete ed essa, centauri correvano in schiera ordinata, forniti di frecce, come solevano in vita andare a caccia. Vedendoci scendere, ciascuno si fermò, e dalla squadra si distaccarono in tre con archi e frecce scelte in precedenza; e uno di loro gridò da lontano: “A quale pena venite voi che scendete il declivio? Ditelo da costì; se no, tendo l’arco”.

Il mio maestro disse: “Noi replicheremo a Chirone quando saremo vicino a voi: per tuo danno la tua volontà fu sempre così precipitosa”.

 Poi mi toccò leggermente, e disse: “Quegli e Nesso, che morì per la bella Deianira, e da solo rese giustizia per sé. E quello di mezzo, che ha la testa china sul petto, è il grande Chirone, il quale allevò ed educò Achille; il terzo è Folo, che fu così violento. Girano intorno al fiume a mille a mille, scagliando saette su qualunque anima osi trarsi fuori dal sangue più di quanto le fu consentito per la gravità del peccato”.

@ VEGGENDOCI CALAR, CIASCUN RISTETTE

 

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