Non ti rimembra di quelle parole

Non ti rimembra di quelle parole

Maestro, il tuo ragionamento non fa una piega, e si sviluppa con estrema coerenza, descrivendo questo abisso e i dannati racchiusi in esso. Ma dimmi: gli iracondi e gli accidiosi, i lussuriosi, i golosi, e gli avari coi prodighi, perché tutti costoro non sono castigati dentro la città di Dite, se sono invisi a Dio? e se così non fosse, per quale motivo sono puniti in questa maniera?”

Ci troviamo nellʼundicesimo canto dellʼInferno, e ci avviamo a grandi passi verso la parte conclusiva dello stesso. I due poeti non si sono mossi dal retro del sepolcro di papa Anastasio II, dove sono allocati a cercare riparo dal terribile olezzo che risale dalle profondità inimmaginabili del baratro infernale, e per abituarsi a esso, in modo che, quando Virgilio lo riterrà opportuno, possano riprendere il cammino nelle migliori condizioni.

Qui, al fine di trascorrere il tempo nel modo migliore per entrambi, Virgilio ha pensato bene di descrivere allʼallievo la topografia dellʼInferno, in modo che costui non si trovi del tutto impreparato per affrontare la discesa.

E così, poco prima, Virgilio ha illustrato a Dante la situazione dei traditori, che si trovano reclusi nella zona in assoluto posta più in basso. Ora, finito di parlare, con lo sguardo compiaciuto attende che Dante gli chieda qualcosa dʼinteressante. Fino a quel momento, infatti, ha parlato solo lui!

La domanda, pertanto, arriva puntuale: ed è quella che abbiamo riportato in apertura. Ma non è del tenore che il maestro si aspettava, tanto che risponde a Dante con insofferenza: “Perché il tuo ingegno devia a tal punto dalla solita strada? Non ti rimembra di quelle parole per mezzo delle quali lʼEtica Nicomachea a te cara tratta dei tre atteggiamenti maliziosi che Dio non tollera in voi uomini? Mi riferisco allʼincontinenza, allʼingiustizia e alla bruta violenza. Mi sa che tu abbia dimenticato il modo in cui, ad esempio, la prima offende in misura minore la divinità e, per questo, è meno riprovevole”.

A questo punto, Virgilio si ferma per riprendere fiato: ha parlato troppo di getto. Egli, però, non ha ancora finito la sua spiegazione, anche se per noi è giunto il momento di fermarci.

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