Non ti rimembra di quelle parole

11^ canto dell’Inferno.

Quinta parte.

E io: “Maestro, il tuo ragionamento si sviluppa in modo assai coerente, e suddivide assai compiutamente questa profonda voragine e i peccatori che essa ha in possesso. Ma dimmi: quelli della palude melmosa, che travolge il vento, e che colpisce la pioggia, e che si scontrano con parole così mordaci, perché essi non sono puniti nella parte interna della città di Dite, se li ha in inimicizia Dio? e se non li ha, perché sono puniti in questo modo?”.

Ed egli mi disse: “Perché il tuo acume devia tanto da quel che suole seguire? oppure la mente verso quale altro luogo guarda? Non ti ricordi di quelle parole con le quali l’Etica da te conosciuta tratta ampiamente i tre abiti peccaminosi che il Paradiso condanna, l’incontinenza, la tendenza al male e la violenza bruta? e come l’incontinenza reca meno offesa a Dio e si procura meno riprovazione? Se tu consideri attentamente questa tesi, e ti ricordi chi sono quelli che fuori della città di Dite subiscono la pena inflitta come punizione, comprenderai sicuramente perché siano separati da questi malvagi, e perché la giustizia divina meno adirata li punisca “.

@ NON TI RIMEMBRA DI QUELLE PAROLE

Onde nel cerchio minore, ov’è ‘l punto

11^ canto dell’Inferno.

Quarta parte.

“Uno può esercitare violenza contro la divinità, rinnegando intimamente e bestemmiando quella, e disprezzando la natura e la sua capacità; e perciò il girone più piccolo imprime come con un sigillo i sodomiti e gli usurai e chi parla, disprezzando Dio nell’intimo. La frode, da cui ogni coscienza è intaccata, uno la può impiegare contro colui che ripone la fiducia in lui e contro quello che non accoglie la fiducia in sé.

“Quest’ultimo tipo di frode sembra che recida soltanto il legame d’affetto che per natura stringe uomo a uomo; e nel secondo cerchio sono contenuti gli ipocriti, gli adulatori e chi fa incantesimi, i falsari, i ladri e i simoniaci, i ruffiani, i barattieri e i colpevoli similmente sozzi. Con la prima specie di frode si distrugge quel legame d’affetto che per natura stringe uomo a uomo, e quello che è poi congiunto, da cui si genera un particolare rapporto di fiducia; e nel cerchio più piccolo, dove c’è il luogo dell’universo in cui sta Lucifero, sono tormentati tutti i traditori”.

@ ONDE NEL CERCHIO MINORE, OV’È ‘L PUNTO

 

Come udirai con aperta ragione

11^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

“Uno può esercitare violenza contro Dio, contro sé stessi, contro gli uomini, dico contro di loro e contro i loro beni, come apprenderai con una chiara spiegazione. Agli uomini si infliggono morte per atto di violenza fisica e ferite dolorose, e rovine di case, incendi e ruberie che arrecano danno nei loro beni; e gli omicidi e ciascuno che ferisce ingiustamente, i devastatori di città e gli autori di estorsioni, li strazia tutti il primo girone divisi in vari gruppi. Uno può essere violento contro sé stesso e contro le sue ricchezze; e perciò nel secondo girone è destino che senza vantaggio si dolgano tutti coloro che si privano della vita terrena, sperperano e dissipano le loro sostanze, e soffrono là dove dovrebbero essere lieti.

@ COME UDIRAI CON APERTA RAGIONE