Onde nel cerchio minore, ov’è ‘l punto

Onde nel cerchio minore, ov'è 'l punto

“L’inganno, da cui ogni coscienza è offesa dal rimorso, uno può usarlo contro chi ripone fiducia in lui e contro quello che non accoglie in sé la fiducia. Quest’ultimo tipo d’inganno risulta che recida soltanto il legame d’affetto che crea la natura; pertanto nel secondo cerchio sono contenuti gli ipocriti, gli adulatori e chi fa incantesimi, i falsari, i ladri e i simoniaci, i ruffiani, i barattieri e i colpevoli similmente sozzi”.

Così Virgilio, nel cuore dell’11^ canto dellʼInferno, ormai nel cuore dello stesso, prosegue la sua esposizione relativa sia allʼordine in cui sono disposti gli ultimi cerchi infernali – che, più in basso rispetto agli altri già visitati, entrano di diritto nella giurisdizione della città di Dite – sia alla tipologia di peccatori che essi racchiudono.

Il poeta latino – che si trova con Dante dietro la pietra sepolcrale dell’avello del papa Anastasio II, nel sesto cerchio dell’Inferno, entrambi cercando riparo dal ripugnante eccesso del fetore che il basso Inferno esala – riprende a parlare in tono pacato, dopo aver fatto una breve pausa.

Con il tradimento”, prosegue Virgilio, “si distrugge quel legame d’affetto che crea la natura, e quello che poi è congiunto, da cui si genera una fiducia speciale; pertanto nel cerchio più piccolo, dove si trova Lucifero, sono tormentati in eterno tutti i traditori”.

Detto ciò, il maestro tace (ha parlato non poco, e non è un fatto inusuale, perché si ripeterà più volte nel corso della Commedia) e si atteggia come chi si attende da un momento all’altro la replica del proprio interlocutore. Immagina che lʼallievo adesso lo interpellerà. E infatti…

Un pensiero su “Onde nel cerchio minore, ov’è ‘l punto

  1. “ov’è ‘l punto”: in questo passo, caro amico, il sommo poeta racchiude tutta la verità di allora e di adesso, il “grande fetore” di che si sprigiona dall’ottavo cerchio dell’inferno, per i suoi occupanti, è attualissimo, confrontandola con la realtà sociale con cui conviviamo giornalmente e, indirettamente ci rincuora, conquistando un momento di rilassamento. Debbo darti ragione leggere ti rilascia

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