D’ogne malizia, ch’odio in cielo acquista

D'ogne malizia, ch'odio in cielo acquista

11^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

Figliolo mio, oltre questi sassi”, cominciò poi a dire, “vi sono tre cerchi  digradanti, come quelli che lasci. Sono tutti riempiti di spiriti dannati; ma affinché poi ti sia sufficiente soltanto vederli, odi con attenzione come e perché sono stipati. Di ogni colpa intenzionale, che ottiene avversione in Paradiso, lo scopo è la lesione di un diritto, ed ogni tale scopo affligge gli altri o con aperta violenza o con inganno.

“Ma poiché l’inganno è un peccato proprio dell’uomo, è più sgradito a Dio; e perciò i fraudolenti stanno in basso, e li prende in possesso una maggiore sofferenza. Il primo cerchio è interamente occupato dai violenti; ma poiché si esercita violenza contro tre specie di persone, è suddiviso e composto in tre gironi. Si può esercitare violenza contro Dio, contro sé stessi, contro gli altri uomini, dico contro di loro e contro i loro beni, come apprenderai con una chiara spiegazione.

Da leggere: E però lo minor giron suggella del 18.01.2018

O Tosco che per la città del foco

O Tosco che per la città del foco

10^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

O Toscano che te ne vai ancora vivo attraverso il sesto cerchio parlando così onestamente, voglia tu soffermarti in questo luogo. Il tuo accento ti palesa originario di quella nobile città, alla quale forse fui troppo gravoso”.

All’improvviso questo parlare venne fuori da una delle arche; perciò mi avvicinai, temendo, un poco più alla mia guida.

Ed egli a me: “Rivolgiti a lui! Che cosa fai? Vedi là Farinata che si è sollevato: lo vedrai interamente dalla cintola in su”.

Io avevo già fissato intensamente il mio sguardo nel suo; ed egli si drizzava sulla persona col petto e con la fronte come se avesse l’Inferno in grande disprezzo. E le sollecite e risolute mani di Virgilio mi spinsero tra le sepolture verso di lui, dicendo: “Le tue parole siano convenienti”. 

Da leggere: Allor sorse a la vista scoperchiata del 10.01.2018

Così prendemmo via giù per lo scarco

Così prendemmo via giù per lo scarco

12^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

Il mio saggio maestro gridò verso di lui: “Forse tu pensi che qui vi sia il duca di Atene, che sulla terra ti causò la morte? Allontanati, animale, perché questi non viene istruito da tua sorella, ma va per vedere i tormenti dei dannati”.

Com’è quel toro che si scioglie dai legami mentre ha già ricevuto la ferita mortale, che non è capace di andare, ma fa piccoli salti qua e là, così io vidi il Minotauro mutarsi in tal modo; e quello avveduto gridò: “Accorri verso il passaggio: frattanto che egli è infuriato, è opportuno che tu scenda”.

Così ci incamminammo giù per l’ammasso di quei sassi, che si spostavano spesso sotto i miei piedi per l’insolito peso. 

Da leggere: La riviera del sangue in la qual bolle del 02.01.2018

Lo nostro scender conviene esser tardo

Lo nostro scender conviene esser tardo

11^ canto dell’Inferno. Inizio.

Sull’orlo di un’alta parete che era costituita da grandi pietre spezzate ammassate in forma circolare, giungemmo sopra una folla di anime tormentate più crudelmente; e lì, per il ripugnante eccesso del fetore che diffonde il basso Inferno, ci avvicinammo, arretrando, alla pietra sepolcrale di un grande avello, dove io vidi uniscrizione che diceva: “Custodisco papa Anastasio, il quale Fotino distolse dallortodossia”.

“La nostra discesa bisogna sia ritardata, così che l’olfatto si abitui in qualche modo prima al soffio fetido; e poi non gli sarà prestata più attenzione”. Così il maestro; e io: “Trova qualche rimedio tanto che il tempo non trascorra sprecato”. Ed egli: “Vedi che penso a ciò”.

Da leggere: D’ogne malizia, ch’odio in cielo acquista del 28.12.2017

Tra ‘l muro della terra e li martìri

Tra 'l muro de la terra e li martìri - Copia

10^ canto dell’Inferno. Inizio.

 Adesso il mio maestro se ne va per uno stretto sentiero, tra le mura della città di Dite e i luoghi della pena, e io dietro.

“O maestro sommamente virtuoso, che mi fai rivolgere per i cerchi infernali”, cominciai, “come vuoi tu, parlami, e appaga i miei desideri. Si potrebbero vedere i dannati che sono distesi nei sepolcri? certamente tutte le pietre sepolcrali sono sollevate, e nessuno custodisce”.

E quegli a me: “Saranno tutte chiuse quando torneranno qui dopo il giorno del Giudizio coi corpi che hanno lasciati sulla terra. In questa zona hanno il loro luogo di sepoltura Epicuro con tutti i suoi adepti,  che ritengono che l’anima muoia col corpo. Perciò presto sarà data soddisfazione alla domanda che mi hai fatto di qui dentro, e inoltre al desiderio che tu non mi esprimi”.

E io: “Valente guida, non ti nascondo il mio desiderio se non per parlare poco, e tu non solo ora mi hai indotto a ciò”.   

Da leggere: O Tosco che per la città del foco del 20.12.2017