Poi si rivolse per la strada lorda

9^ canto dell‘Inferno.

Sesta parte.

“O angeli espulsi dal Paradiso, esseri disprezzati da Dio”, egli cominciò sul terribile limitare, “da dove nasce questa tracotanza che si annida in voi? Perché vi opponete a quella volontà alla quale non può essere mai impedito il compimento dei propri fini, e che molte volte vi ha accresciuto il dolore? A che cosa è utile mettersi in contrasto con i decreti immutabili di Dio? Il vostro Cerbero, se ricordate esattamente, ne ha in sé tuttora privi di pelo il mento e la gola”.

Poi di volse indietro per il cammino sozzo, e non ci rivolse parola, ma dimostrò con il volto di essere come uno cui urga dentro e stimoli un’altra preoccupazione rispetto a quella di colui che gli è di fronte; e noi ci incamminammo verso la città di Dite, certi e tranquilli dopo le parole sante. Vi entrammo nella parte interna senza nessun contrasto; e io, che avevo il desiderio di guardare la situazione che tale fortezza contiene entro le mura, quando fui nell’interno, volgo in giro l’occhio: e vedo da ogni parte una grande pianura, fornita in abbondanza di sofferenza e di pena atroce.

@ POI SI RIVOLSE PER LA STRADA LORDA

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