Allor distese al legno ambo le mani

8^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

E io a lui: “Se vengo, non rimango; ma tu chi sei, che sei diventato così sporco?”. Rispose: Vedi che sono un dannato che espia la sua colpa”.

E io a lui: “Con pena e con dolore, spirito maledetto, rimani qui; dal momento che ti riconosco, ancorché tu sia tutto sozzo”.

Quindi tese ambedue le mani verso la barca; per cui il maestro avveduto lo allontanò, dicendo: “Via là con gli altri iracondi!”.

Poi con le braccia mi circondò il collo; mi baciò il viso e disse: “Animo disdegnoso, sia lodata colei che divenne gravida di te! Quegli fra i vivi fu persona tracotante; non c’è una cosa buona che nobiliti la sua fama: così qui è rabbiosa la sua ombra. Quanti  ritengono ora in terra personaggi autorevoli che staranno qui come maiali nella melma, lasciando di sé un ricordo infame!”.

@ ALLOR DISTESE AL LEGNO AMBO LE MANI

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