Voltando pesi per forza di poppa

Voltando pesi per forza di poppa

I due poeti hanno lasciato da poco Pluto macerarsi nella vergogna, dopo che Virgilio gli si è scagliato contro con una veemenza inaudita. Una pietraia, sul suolo della quale spuntano qua e là cespugli rinsecchiti, fa bella mostra di sé, stagliandosi davanti a loro.

Ora immaginiamoli seduti sopra un macigno posto a metà di un declivio, mentre nel fondovalle si apprestano ad assistere a uno spettacolo inquietante. Ecco, ci siamo, ancora un istante; non aspettano molto da quando si sono seduti.

Due folte schiere di dannati appaiono a un tratto sullo sfondo. Provengono da direzioni opposte, voltando pesi per forza di poppa, cioè con lo sforzo violento del petto, e urla disumane, imprecazioni e invettive sopravanzano di tanto in tanto il fragore provocato dalle pietre.

Siamo nel settimo canto dell’Inferno. Dove di parla di avari e prodighi.

Come avviene nello stretto di Messina, in cui le acque dello Ionio si urtano con quelle del Tirreno, così nel quarto cerchio le anime devono ballare”, chiosa il poeta a questo punto del canto, non lontano dall’esordio.

Questi dannati”, prosegue nel racconto di ciò che ha visto “si scontravano sul limite divisorio del cerchio, e poi di lì ognuno tornava indietro, rivoltando i massi gridando ‘Perché non spendi?’ e ‘Perché non ti regoli?’ ”.

In tal modo tutti, nessuno escluso – proseguiamo noi – girano in questo cerchio tenebroso di qua e di là, fino al limite opposto, gridandosi a vicenda il loro turpe ritornello, fino allo sfinimento. Poi, ogni dannato, una volta giunto sul limite, torna indietro fino al semicerchio opposto, dove le schiere cozzano e riprendono a ingiuriarsi. E così all’infinito, in una giostra drammatica e al contempo grottesca: la ‘giostra dei sassi’, appunto.

Dante non si trattiene e, addolorato come non mai, chiede a Virgilio, che contempla invece la scena con una faccia di pietra: “Maestro caro, ora chiariscimi chi sono queste anime, e se furono tutti ecclesiastici questi tonsurati alla nostra sinistra”.

Allora Virgilio, incalzato dalla richiesta dell’allievo, si alza in piedi e, furibondo, guarda in direzione delle due schiere, apprestandosi a rispondere.

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