Ad ogne conoscenza or li fa bruni

7^ Canto dell’Inferno.

Quarta parte.

Ed egli a me: “Accogli nella mente un pensiero superfluo: la vita senza discernimento che li macchiò col vizio, ora li rende oscuri ad ogni riconoscimento. Verranno ai due urti in eterno: questi risorgeranno dal sepolcro con la mano chiusa, e quelli coi capelli tagliati. Lo spendere e il risparmiare viziosamente li ha privati del mondo bello, e destinati a questa rissa: come sia possibile, non ci spenderò belle parole. Dunque puoi comprendere, figliolo, il breve inganno dei beni affidati alla Fortuna, per cui l’umanità intera si accapiglia; perché tutta la ricchezza che è sulla terra e che vi fu già, non potrebbe acquistare il riposo di una di queste anime sfinite”. 

“Maestro mio”, io gli dissi, “ora dimmi ancora: questa Fortuna di cui tu mi accenni, che cos’è, che possiede così bramosamente i beni terreni?”.

@ AD OGNE CONOSCENZA OR LI FA BRUNI

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