Giusti son due, e non vi sono intesi

6^ canto dell’Inferno.

Quinta parte.

E quegli a me: “Dopo una lunga controversia ci si abbandonerà a sanguinose lotte civili, e la fazione venuta dal contado scaccerà l’altra con molta offesa. In seguito dovrà accadere che questa decada dalla sua egemonia entro tre anni, e che la seconda prevalga con il potere prevaricatore di una certa persona che ora si barcamena tre le due fazioni. Eserciterà a lungo il suo dominio, tenendo la prima sottomessa con provvedimenti vessatori, per quanto di lamenti di ciò o se ne risenta come di unonta per sé. I paladini della giustizia sono pochi, e non vi sono ascoltati; superbia, invidia e avidità sono le tre scintille che hanno infiammati i cuori”.

A questo punto concluse il suo parlare dolente. E io a lui: “Voglio di nuovo che tu mi dia indicazioni e che mi doni altre parole. Farinata e Tegghiaio, che furono così meritevoli di onore, Iacopo Rusticucci, Arrigo e Mosca e gli altri che volsero la loro intelligenza ingegnosa a fare cose buone, dimmi dove sono e fa’ in modo che io sappia la loro sorte; perché un forte desiderio mi stimola a sapere se il Paradiso li appaga o se l’Inferno li avvelena con tormenti”.

@ GIUSTI SON DUE, E NON VI SONO INTESI

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