E ‘l duca mio distese le sue spanne

6^ canto dell’Inferno.

Seconda parte.

La pioggia li fa ululare come cani; con uno dei fianchi formano un riparo all’altro; gli infelici peccatori si rivoltano spesso. Quando ci vide Cerbero, la grande bestia ripugnante, disserrò le bocche e ci lasciò vedere le zanne; non aveva una parte del corpo che tenesse ferma. E la mia guida allargò le sue mani in tutta la loro ampiezza, afferrò la terra, e con le mani piene la scagliò all’interno delle fameliche gole.

Qual è quel cane che esprime il desiderio abbaiando, e si placa quando addenta il cibo. perché è intento e si affatica solo a mangiarlo con ingordigia, tali divennero quei sudici visi del demonio Cerbero, che stordisce col frastuono le anime così, che desidererebbero essere sorde.

@ E ‘L DUCA MIO DISTESE LE SUE SPANNE

Un pensiero su “E ‘l duca mio distese le sue spanne

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...