Amor, ch’a nullo amato amar perdona

5^ canto dell’Inferno.

Sesta parte.

“La città in cui nacqui è situata sul tratto di mare presso la costa in cui discende il Po per trovare riposo nel mare coi suoi affluenti. L’amore, che si attacca rapidamente al cuore nobile, sedusse costui del bel corpo che mi fu sottratto; e la maniera tuttora mi ferisce. L’amore, che a nessuno che sia amato fa grazia dell’amare, mi sedusse così forte della bellezza di costui, che, come vedi, tuttora non mi abbandona. L’amore ci portò ad una sola morte. La Caina aspetta egli che ci tolse la vita”. Queste parole ci furono rivolte da loro.

Quando io capii chi erano quelle anime travagliate dalla pena, chinai il capo e il volto, e continuai a guardare verso terra, fino al momento in cui il poeta mi disse: “Che cosa pensi?”.

Quando risposi, cominciai: “Oh povero me, quanti dolci pensieri, quanto desiderio fece arrivare costoro al momento dell’oblio e della colpa!”.

Poi mi volsi a loro e parlai io, e cominciai: “Francesca, i tuoi tormenti mi rendono addolorato e pietoso fino a farmi piangere. Ma dimmi: quando il sentimento amoroso si esprime ancora con i dolci sospiri, per quale occasione e in quale modo l’amore vi permise di comprendere i desideri pieni di incertezze?”.

@ AMOR, CH’A NULLO AMATO AMAR PERDONA

 

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