Li diritti occhi torse allora in biechi

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Ci stiamo avvicinando alla parte conclusiva del 6^ canto dell’Inferno, e il poeta si erge di fronte a Ciacco, il quale, scrutandolo dal basso in alto, ha appena udito la sua domanda. Dante gli ha chiesto che vuole conoscere il luogo in cui si trovano le anime di alcuni personaggi illustri della sua città. Essi sono: Farinata degli Uberti, Tegghiaio degli Aldobrandi, Iacopo Rusticucci, forse Arrigo de’ Fifanti e Mosca de’ Lamberti.

Sulle prime Ciacco esita; non intende più replicare a quell’intruso. Ha già parlato troppo di Firenze e ora non ne può più. Poi, come se volesse liberarsi da un peso che l’opprime, prorompe: “Essi sono tra le anime più indegne; diverse colpe giù li grava al fondo: se scendi di tanto, li potrai vedere là. Ma quando tu sarai ritornato sulla Terra, ti chiedo che mi ricordi ai vivi: più non ti dico e più non ti rispondo”.

A questo punto, narra Dante, Ciacco li diritti occhi torse allora in biechi. Poi costui lo guarda un po’, per abbassare la testa subito dopo e accasciarsi a livello degli altri dannati.

E Virgilio? Beh… lui se n’è stato tutto il tempo in disparte ad ascoltare l’interessante dialogo tra i due interlocutori: il primo, che vuole sapere a tutti costi il modo in cui evolverà la situazione politica della sua patria; il secondo, che, pur rispondendo a tutte le domande rivoltegli, ne avrebbe fatto volentieri a meno, a causa della sofferenza che ancora prova nel parlare di Firenze.

Ora, Virgilio, nel vedere Ciacco che si sdraia di nuovo nel fango a fianco dei suoi compagni di sorte, con tono didascalico a Dante spiega: “Non si alzerà più di qua dal suon de l’angelica tromba, nel tempo in cui verrà Cristo: ognuno rivedrà lo sventurato sepolcro, riprenderà il suo corpo e la sua immagine, e conoscerà quel che lo aspetta per l’eternità”.

Detto ciò, con un cenno della testa invita il suo pupillo a riprendere il cammino nel terzo cerchio. I due si avviano a passo lento, l’uno davanti e l’altro a seguire.

Un pensiero su “Li diritti occhi torse allora in biechi

  1. Bellissima. Un dialogo difficile ma positivo tra Dante e Ciacco. La conclusione di Virgilio che spiega a Dante, che il giorno del giudizio riprenderà il suo corpo e la sua immagine, e saprà quel che lo aspetta per l’eternità”. Grazie Carlo e buon Natale…

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