Li diritti occhi torse allora in biechi

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6^ canto dell’Inferno.

E quegli a me: “Dopo una lunga controversia ci si abbandonerà a sanguinose lotte civili, e la parte dei Bianchi scaccerà quella dei Neri con molta offesa. In seguito è inevitabile che questa decada entro pochi anni, e che la seconda prevalga con il potere prevaricatore di uno che ora si barcamena tra le due fazioni. Eserciterà a lungo il suo dominio, tenendo la prima sottomessa con provvedimenti vessatori, per quanto di ciò si lamenti o se ne risenta come di un’onta per sé. I paladini della giustizia sono pochi, e non vi sono ascoltati; superbia, invidia e avidità sono le tre scintille che hanno infiammati i cuori”.

A questo punto concluse il suo discorso dolente. E io a lui: “Di nuovo voglio che tu mia indicazioni e che mi doni altre parole. Farinata e Tegghiaio, che furono così meritevoli di onore, Iacopo Rusticucci, Arrigo e Mosca e gli altri che volsero la loro intelligenza ingegnosa a fare cose buone, dimmi dove sono e fa’ in modo che io sappia la loro sorte; perché un forte desiderio mi stimola a sapere se il Paradiso li appaga o se l’Inferno li avvelena con tormenti”.

E quegli: “Essi sono tra le anime più indegne; peccati differenti li costringono in fondo: se scendi di tanto, li potrai vedere là. Ma quando tu sarai sulla Terra, ti chiedo che mi ricordi ai vivi: non ti dico altro e non ti rispondo più”.

In quel momento stravolse in modo obliquo gli occhi tenuti dritti su di me; mi mirò con attenzione un poco e poi abbassò la testa: cadde con essa a livello degli altri dannati.

E Virgilio mi disse: “Non si alzerà più prima del suono delle trombe degli angeli, nel tempo in cui verrà la potenza nemica dei dannati: ognuno rivedrà lo sventurato sepolcro, riprenderà il suo corpo e la sua immagine, e conoscerà quel che lo aspetta in eterno”.

Un pensiero su “Li diritti occhi torse allora in biechi

  1. Bellissima. Un dialogo difficile ma positivo tra Dante e Ciacco. La conclusione di Virgilio che spiega a Dante, che il giorno del giudizio riprenderà il suo corpo e la sua immagine, e saprà quel che lo aspetta per l’eternità”. Grazie Carlo e buon Natale…

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