Io venni in loco d’ogne luce muto

5^ canto dell’Inferno.

Seconda parte.

Adesso le voci di dolore incominciano a fare in modo che io le oda; adesso sono venuto là dove mi colpisce molto pianto. Io venni in un luogo totalmente buio, che rumoreggia cupamente come fa il mare per una tempesta, quando i venti ostili vi imperversano disputandosene il dominio. La bufera infernale, che non ha mai tregua, travolge gli spiriti con la sua forza dirompente; li aggrava rigirandoli e facendoli cozzare.

Ogni volta che arrivano davanti a una frana, lì le grida acute, i pianti, i lamenti; lì offendono la potenza divina. Capii che a tale tormento sono condannati i peccatori della carne, che sottomettono la ragione al desiderio. E come gli stornelli sono trasportati in volo dalle loro ali nella stagione fredda, in uno stormo fitto e compatto, così quel tifone travolge di qua, di là, in giù, in su gli spiriti dannati; non li rincuora mai nessuna speranza, per non dire di una pausa, ma di un tormento meno grave.

@ IO VENNI IN LOCO D’OGNE LUCE MUTO

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