L’altra è colei che s’ancise amorosa

5^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

E come le gru emettono i loro lamenti, trasformandosi in una lunga fila in aria, così io vidi venire, lamentandosi, ombre trasportate dalla citata bufera; per cui dissi: “Maestro, chi sono quelle anime l’aria buia punisce così?”.

La prima di coloro di cui tu desideri conoscere i fatti”, mi disse quegli allora, “fu imperatrice di molti popoli di lingue diverse. Fu così dedita al vizio della lussuria, che dichiarò permesso dalla legge quel che piacesse a ognuno, per cancellare la riprovazione in cui era incorsa. Essa è Semiramide, di cui si apprende nozione attraverso scritti che prese il posto di Nino e fu sua moglie: mantenne il proprio dominio i territori che il Sultano regge. La seconda è colei che si uccise per amore, e non mantenne la promessa di restare fedele alle ceneri di Sicheo; poi cè la licenziosa Cleopatra.

@ L’ALTRA È COLEI CHE S’ANCISE AMOROSA

Io venni in loco d’ogne luce muto

5^ canto dell’Inferno.

Seconda parte.

Adesso le voci di dolore incominciano a fare in modo che io le oda; adesso sono venuto là dove mi colpisce molto pianto. Io venni in un luogo totalmente buio, che rumoreggia cupamente come fa il mare per una tempesta, quando i venti ostili vi imperversano disputandosene il dominio. La bufera infernale, che non ha mai tregua, travolge gli spiriti con la sua forza dirompente; li aggrava rigirandoli e facendoli cozzare.

Ogni volta che arrivano davanti a una frana, lì le grida acute, i pianti, i lamenti; lì offendono la potenza divina. Capii che a tale tormento sono condannati i peccatori della carne, che sottomettono la ragione al desiderio. E come gli stornelli sono trasportati in volo dalle loro ali nella stagione fredda, in uno stormo fitto e compatto, così quel tifone travolge di qua, di là, in giù, in su gli spiriti dannati; non li rincuora mai nessuna speranza, per non dire di una pausa, ma di un tormento meno grave.

@ IO VENNI IN LOCO D’OGNE LUCE MUTO

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia

5^ canto dell’Inferno.

Prima parte.

Così discesi verso il basso dal primo cerchio nel secondo, che cinge uno spazio minore e tanta più sofferenza, che affligge così da strappare lamenti. Vi sta Minosse in modo orribile, e digrigna i denti: prende in esame le colpe nel punto in cui si entra; esprime il giudizio e manda a seconda di come avvoltola la coda intorno al corpo. Dico che quando l’anima dannata gli viene al cospetto, espone le proprie colpe totalmente; e quel giudice dei peccati valuta quale cerchio dell’Inferno spetti ad essa; si avvolge con la coda tante volte quanti cerchi delibera che sia posta in basso. Sempre di fronte a lui ne stanno molte: vanno a turno ciascuna a ricevere il verdetto, parlano e ascoltano e poi sono scagliate in fondo.

O tu che vieni alla dimora piena di dolore”, mi disse Minosse quando mi vide, interrompendo l’azione di una mansione così grande, “sta’ attento in quale modo entri e a chi tu riponi la fiducia; non ti tragga in errore la facilità dell’entrare!”. E la mia guida a lui: “Perché seguiti a gridare? Non ti opporre al suo cammino voluto dalla Provvidenza: si vuole così in quel luogo in cui è possibile ciò che si vuole, e non domandare altro”.

@ STAVVI MINÒS ORRIBILMENTE, E RINGHIA