Non adorar debitamente a Dio

Non adorar debitamente a Dio

4^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

Lì,  secondo quando si poteva giudicare ascoltando, non c’era il pianto fuorché i sospiri che facevano vibrare l’aria eterna; ciò era causato dalla sofferenza priva di pene materiali, che era diffusa tra le schiere di anime, che erano molte e grandi, di bambini e di donne e di uomini.

Il valente maestro a me: “Tu non chiedi quali spiriti sono questi che vedi? Ora voglio che tu sappia, prima che proceda oltre, che non  peccarono; e se essi hanno meriti, non basta, perché non conobbero il battesimo, che è un elemento essenziale della fede in cui tu credi; e se vissero prima del cristianesimo, non venerarono dovutamente Dio: e tra costoro vi sono io stesso. Per queste mancanze, non per un altro peccato, siamo dannati, e tormentati solo di tutto questo che esistiamo nel desiderio senza speranza”.

Il dolore del mio cuore si fece intenso quando lo compresi, poiché mi resi conto che anime di molto valore erano in stato di sospensione in quel Limbo.

Da leggere: Spiriti umani non eran salvati del 20.09.2016

E ‘l duca mio distese le sue spanne

E 'l duca mio distese le sue spanne

6^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

La pioggia li fa ululare come cani; formano un riparo all’altro con uno dei fianchi; gli infelici peccatori si rivoltano spesso. Quando ci vide Cerbero, la grande bestia ripugnante, disserrò le bocche e ci lasciò vedere le zanne; non aveva una parte del corpo che tenesse ferma. E la mia guida allargò le sue mani in tutta la loro ampiezza, afferrò la terra, e con le mani piene la scagliò all’interno delle fameliche gole.

Com’è quel cane che esprime il desiderio abbaiando, e si placa quando addenta il cibo, perché è intento e si affatica solo a mangiarlo con ingordigia, così si mutarono quei sudici volti del demonio Cerbero, che stordisce così le anime, che vorrebbero essere sorde.

Da leggere: Elle giacean per terra tutte quante del 18.09.2016