Come d’autunno si levan le foglie

3^ canto dell’Inferno.

Sesta parte.

Di qui in poi cessarono di muoversi le barbute guance al timoniere della livida palude, che aveva gli occhi cerchiati di un acceso riverbero. Ma quelle anime, che erano affrante e nude, mutarono colore e batterono i denti, subito che capirono le parole dure. Maledicevano Dio e i loro genitori, l’umanità e il luogo e il tempo della nascita e i padri dei loro padri e il seme da cui erano stati generati.

Poi si radunarono tutte quante insieme, piangendo forte, presso la riva intrisa di male che aspetta ciascuno che non teme Dio. Il demonio Caronte, con gli occhi come carboni ardenti facendo loro cenni, le riunisce tutte; percuote col remo ognuna che indugia. Come in autunno le foglie si staccano l’una dietro l’altra, fino a quando l’albero vede a terra tutte le sue fronde, analogamente le anime dannate si imbarcano da quella riva ad una ad una, con comandi fatti con cenni come il falco si precipita a terra al richiamo del falconiere. Così se ne vanno su per l’acqua di colore scuro, e prima che siano sbarcate di là, un altro gruppo di nuovo si raduna di qua.

@ COME D’AUTUNNO SI LEVAN LE FOGLIE

Più lieve legno convien che ti porti

3^ canto dell’Inferno.

Quinta parte.

Ed egli a me: “Le cose ti saranno note quando ci arresteremo sulla dolente riva dell’Acheronte”.

Quindi con gli occhi volti a terra per vergogna, temendo che le mie parole gli fossero moleste, mi astenni dal parlare fino al fiume. Ed ecco venire verso di noi con una barca un vecchio, canuto per capelli e barba antichi, gridando: “Peggio per voi, anime malvagie! Non sperate più di rivolgere lo sguardo al cielo: vengo per condurvi alla seconda riva nelle tenebre eterne, tra i tormenti infernali. E tu che sei costì, anima unita al corpo, allontanati da questi che sono morti”. Ma dopo che vide che io non mi allontanavo, disse: “Attraverso un’altra strada, attraverso altri porti giungerai a riva, non qui, per varcare il mare: dovrà accadere che ti trasporti una barca più leggera”.

E la guida a lui: “Caronte, non ti stizzire: si vuole così in quel luogo in cui è possibile ciò che si vuole, e non domandare altro”.

@ PIÙ LIEVE LEGNO CONVIEN CHE TI PORTI