Incontanente intesi e certo fui

3^ canto dell’Inferno.

Quarte parte.

E io, che rivolsi nuovamente lo sguardo, vidi una bandiera che andando in tondo si muoveva tanto rapida, che mi appariva sdegnosa di ogni pausa; e la seguiva una fila così lunga di anime, che non avrei pensato che la morte ne avesse distrutte tante. Dopo che io ne ebbi riconosciuto qualcuno, vidi e riconobbi lʼombra di colui che fece per codardia la grande rinuncia.

Compresi immediatamente e fui sicuro che questa era la schiera dei vili, invisi a Dio e ai suoi avversari. Questi esseri ignobili, che non vissero mai del tutto, erano nudi e punti continuamente dai mosconi e dalle vespe che erano lì. Gli insetti striavano loro il viso di sangue, che, fuso con le lacrime, era messo insieme ai loro piedi da vermi ripugnanti.

E dopo che mi dedicai con zelo a guardare più avanti, vidi anime presso la riva di un grande fiume; per cui io dissi: “Maestro, ora consentimi che apprenda chi sono, e quale usanza le fa apparire così ansiose di andare da una parte all’altra, come vedo con difficoltà attraverso la debole luce”.

@ INCONTANENTE INTESI E CERTO FUI

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