Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore

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1^ canto dellʼInferno.

E comʼè quegli che di buona voglia accumula ricchezze, e arriva il momento che gli fa perdere il profitto, che soffre e si rattrista in tutti i suoi pensieri; così mi mutò la fiera irrequieta, che, incalzandomi, mi spingeva gradualmente verso la selva. Frattanto che precipitavo a valle, mi si offrì allo sguardo uno che appariva indistinto a causa del pendio non illuminato. Quando vidi costui nel solitario pendio, lo implorai: “Abbi pietà di me, chiunque tu sia, o mera apparenza o uomo vero!”.

Mi rispose: “Non sono un uomo, un uomo già lo fui, e i miei genitori furono dell’Italia settentrionale, ambedue mantovani quanto alla città di origine. Venni al mondo ai tempi di Cesare, quantunque fosse dopo il tempo conveniente, e vissi a Roma durante il principato del valente Augusto nel tempo del paganesimo. Fui poeta, e composi unʼopera su quel giusto Enea che venne da Troia, dopo che la superba Ilio fu bruciata. Ma tu perché ritorni verso tanta angoscia? perché non ascendi il dilettevole colle che è inizio e causa di ogni gioia?”.

Ora sei tu quel Virgilio e quella sorgente da cui promana una poesia così abbondante?”, io gli risposi con lʼaspetto del volto che mostrava vergogna. “O gloria e guida di tutti i poeti, mi valga verso di te lʼassidua applicazione e lʼintensa passione che mi hanno fatto studiare per intero le tue opere. Tu sei il mio maestro e il mio modello, tu sei il solo da cui io derivai lʼartificio stilistico che mi ha dato una degna fama. Vedi la fiera a causa della quale io sono tornato indietro; difendimi da lei, celebre sapiente, dal momento che essa mi fa tremare le vene e le arterie”.

A te occorre seguire un altro cammino”, rispose, dopo che mi vide piangere, “se vuoi salvarti da questo luogo inospitale; perché questa fiera, a causa della quale tu implori, non permette agli altri di muoversi attraversando il suo cammino, ma tanto lo impedisce che li distrugge; e ha unʼindole così cattiva e malefica, che non sazia mai il desiderio pieno di brame, e dopo il cibarsi ha più fame di prima.

3 pensieri su “Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore

  1. Dante dedica molto spaxio ed attenzione agli ignavi, in virtù del fatto che essendo uomo di parte, ha in ti tale dispregio coloro che non prendono posizione…gli odierni cerchiobottisti….

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