Me degno a ciò né io né altri ‘l crede

 2^ canto dell’Inferno.

Seconda parte.

“Per questo viaggio di cui tu gli attribuisci la gloria, capì concetti che furono motivo della sua vittoria e dell’autorità papale. Vi andò poi l’Apostolo che accolse in sé la volontà di Dio, per trarne conferma riguardo a quella fede che è il principio per il cammino della salvezza. Ma io, perché andarvi? o chi lo consente? Io non Enea, io non sono san Paolo; né io né altri mi ritiene meritevole di ciò. Per cui, se io mi lascio indurre quanto al venire, temo che landare sia dissennato. Sei saggio; comprendi in modo migliore di quanto non esprima”.

E qual è quegli che rifiuta l’oggetto del suo desiderio e muta proponimento per riflessioni sopraggiunte, così che si distoglie interamente dall’inizio del pensiero, tale divenni io in quel declivio ombroso, perché, prevedendo e stimando gli ostacoli, annullai l’azione che era stata iniziata con tanta frettolosa iattanza.

@ ME DEGNO A CIÒ NÉ IO NÉ ALTRI ‘L CREDE

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