Quando noi fermerem li nostri passi

 

ignavi

3^ canto dell’Inferno

E io, che rivolsi nuovamente lo sguardo, vidi una bandiera che andando in tondo si muoveva tanto rapida, che non mi poteva mai apparire ferma; e la seguiva una fila così lunga di anime, che non avrei pensato che la morte ne avesse distrutte tante. Dopo che io ne ebbi riconosciuto qualcuno, vidi e riconobbi l’ombra di colui che rinunciò a una carica importante a causa della codardia.

Immediatamente compresi e fui sicuro che questa era la schiera dei vili, sgraditi a Dio e ai diavoli. Questi esseri ignobili, che non vissero mai del tutto, erano nudi e punti continuamente dai mosconi e dalle vespe che erano lì. Gli insetti striavano loro il viso di sangue, che, fuso con le lacrime, era messo insieme ai loro piedi da vermi ripugnanti.

E dopo che mi dedicai con zelo a guardare più avanti, vidi anime presso la riva di un grande fiume; e perciò io: “Maestro, ora consentimi che apprenda chi sono, e quale usanza le fa apparire così ansiose di andare da una parte all’altra, come vedo con difficoltà attraverso la debole luce”.

Ed egli a me: “Le cose ti saranno note quando noi arresteremo i nostri passi sulla dolorosa riva dell’Acheronte”.

E così con gli occhi volti a terra per vergogna, temendo che le mie parole gli fossero importune al maestro, mi astenni dal parlare fino al fiume. Ed ecco venire verso di noi con una barca un vecchio, canuto con capelli e barba da lunga data, gridando: “Peggio per voi, anime malvagie! Non sperate più di rivolgere lo sguardo al cielo: vengo per condurvi all’altra riva nelle tenebre eterne, tra i tormenti infernali. E tu che sei là, anima unita al corpo, allontananti da questi che sono morti”. Ma dopo che vide che io non mi allontanavo, disse: “Attraverso un’altra strada, attraverso altri porti giungerai a riva, non qui, per varcare il mare: ti dovrà trasportare una barca più leggera”.

E Virgilio a lui: “Caronte, non ti stizzire: si è deciso così in Paradiso, e non chiedere altro”.

4 pensieri su “Quando noi fermerem li nostri passi

  1. Incredibbile la maestrìa di Dante! Il vivere senza Infamia e senza lode riguarda coloro che passano per la vita con l’indiferenza verso tutto…la piatezza assoluta, lo spreco della vita.

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