Anima fia a ciò più di me degna

1^ canto dell’Inferno.

Ultima parte.

“Alle quali poi se tu desidererai ascendere, ci sarà un’anima più idonea di me: ti affiderò a lei nella mia partenza; perché quell’Imperatore che governa lassù, poiché fui ribelle  alla Sua religione, non vuole che io salga in Paradiso. Esercita una potestà assoluta dappertutto e governa lì; lì sono la sua città e il glorioso trono: o beato colui che presceglie in quel luogo!”.

E io a lui: “Poeta, io ti prego in nome di quel Dio che tu non conoscesti, affinché io eviti il peccato e la dannazione, che tu mi conduca là dove hai detto poco fa, così che io veda la porta di san Pietro e coloro che tu descrivi tanto disperati”.

In quel momento si avviò, e io lo seguii.

@ ANIMA FIA A CIÒ PIÙ DI ME DEGNA

Questi non ciberà terra né peltro

1^ canto dell’Inferno.

Sesta parte.

Molti sono gli uomini a cui si unisce, e parecchi saranno ancora, fino a che verrà il veltro, che la farà morire con dolore. Questi non si nutrirà di terre né di denaro, ma di sapienza, carità e potenza, e la sua nascita sarà tra cielo e cielo. Sarà la salvezza di quell’infelice Italia a causa della quale persero la vita la giovane Camilla, Eurialo e Turno e Niso per le ferite.

Questi la inseguirà per ogni luogo, fino al momento in cui l’avrà riportata nell’Inferno, da dove per la prima volta l’invidia del diavolo la fece partire. E io per il tuo meglio credo e giudico opportuno che tu mi venga dietro, e io sarò la tua guida, e ti condurrò di qui attraverso lInferno; in cui udirai le urla disperate, vedrai gli antichi spiriti che provano dolore, ciascuno che invoca la morte dell’anima; e vedrai coloro che sono lieti nella pena, perché sperano di venire in qualunque modo ciò avvenga alle anime che godono la visione di Dio. 

@ QUESTI NON CIBERÀ TERRA NÉ PELTRO

Tu se’ lo mio maestro e ‘l mio autore

1^ canto dell’Inferno.

Quinta parte.

Ora sei tu quel Virgilio e quella sorgente che sparge un fiume così ubertoso di poesia?”, io gli risposi con l’aspetto del volto che mostrava vergogna. “O gloria e guida di tutti i poeti, mi valga verso di te l’assidua applicazione e l’intensa passione che mi hanno fatto studiare per intero le tue opere. Tu sei il mio maestro e il mio modello, tu sei da solo colui da cui io derivai l’artificio stilistico che mi ha dato una degna fama. Vedi la bestia per cui io sono tornato indietro; difendimi da lei, celebre sapiente, dal momento che essa mi fa tremare le vene e le arterie”.

A te occorre seguire un altro cammino”, rispose, dopo che mi vide piangere, “se vuoi salvarti da questo luogo inospitale; perché questa bestia, per la quale tu implori, non lascia passare gli altri per la sua via, ma tanto lo impedisce che li distrugge; e ha un’indole così cattiva e malefica, che non sazia mai il desiderio pieno di brame, e dopo il pasto ha più fame che prima.

@ TU SE’ LO MIO MAESTRO E ‘L MIO AUTORE

Tal mi fece la bestia sanza pace

1^ canto dell’Inferno.

Quarta parte.

E qual è quegli che di buona voglia accumula ricchezze, e arriva il momento che gli fa perdere il profitto, che soffre e si rattrista in tutti i suoi pensieri; tale mi rese la bestia priva di pace, che, incalzandomi, gradualmente mi risospingeva là dove c’è l’ombra della selva. Frattanto che precipitavo a valle, mi si offrì allo sguardo colui che per l’oscurità del pendi non illuminato appariva indistinto. Quando vidi costui nel solitario pendio, lo implorai: “Abbi pietà di me, chiunque tu sia, o mera apparenza o persona in carne ed ossa!”.

Mi rispose: “Non sono un uomo, un uomo già lo fui, e i miei genitori furono dell’Italia settentrionale, ambedue mantovani quanto alla città di origine. Venni al mondo ai tempi di Cesare, quantunque fosse dopo il tempo conveniente, e vissi a Roma durante il principato del valente Augusto nel tempo degli dèi mendaci e contrari alla verità. Fui poeta, e scrissi in versi intorno a quel giusto figliolo di Anchise che venne da Troia, dopo che la superba Ilio fu bruciata. Ma tu perché ritorni verso tanta angoscia? perché non ascendi il dilettevole colle che è inizio e causa di ogni gioia?”.

@ TAL MI FECE LA BESTIA SANZA PACE