Guarda la mia virtù s’ell’è possente

lo giorno se n'andava

2^ canto dell’Inferno. Inizio.

Il tempo passava, e l’aria buia liberava gli esseri viventi che sono in terra dalle loro tribolazioni; e io solo uno mi preparavo ad affrontare il travaglio così del viaggiare e così dell’angoscia, che riferirà la memoria che non s’inganna. O Muse, o elevato talento poetico, ora soccorretemi; o memoria che conservasti ciò che io vidi, in tal caso si dimostrerà la tua perfezione.

 Io cominciai: “Poeta che mi conduci, guarda se la mia virtù è capace, prima che tu mi affidi al difficile passaggio. Tu dici che il genitore di Silvio, ancora vivo, si recò nel mondo ultraterreno, e fu con il corpo. Perciò, se il nemico di ogni colpa fu compiacente con lui, riflettendo sullo straordinario risultato che doveva generarsi da lui, e quale fosse nella sua essenza e nella sua condizione non sembra disdicevole a chi è dotato d’intelletto; poiché egli fu prescelto nell’Empireo come progenitore della nobile Roma e del suo Impero: la quale e il quale, per dire le cose come stanno realmente, furono designati come il luogo santo dove risiede il successore di san Pietro. Per questo viaggio di cui tu gli attribuisci la gloria, comprese cose che furono motivo della sua vittoria e della dignità papale.

Da leggere: Io era tra color che son sospesi del 20.07.2015

2 pensieri su “Guarda la mia virtù s’ell’è possente

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