Caron dimonio, con occhi di bragia

immagine caronte

Caronte, mitico traghettatore di anime nel regno delle tenebre, figlio della Notte e di Erebo, è fatto assurgere da Dante a protagonista assoluto del 3^ canto dell’Inferno. Il demone, canuto con capelli e barba da lunga data, attraversa l’Acheronte sopra una grossa imbarcazione che spinge per mezzo di un lungo palo. Immaginate ora Virgilio e Dante, nel vestibolo dell’Inferno, fermi sulla riva fluviale.

“Peggio per voi, anime malvagie!”, grida rabbiosamente Caronte all’indirizzo dei due poeti. “Non sperate più di rivolgere lo sguardo al cielo: vengo per condurvi sull’altra sponda nelle tenebre eterne, tra i tormenti infernali”, prosegue in tono minaccioso.

Poi, rivolto a Dante, di cui si avvede che non si tratta di un dannato, ma di una persona in carne e ossa: “E tu che ti trovi qui, anima unita al corpo, allontanati da questi che sono morti”, duramente.

Per concludere, vedendo che il poeta non ci pensa per nulla ad allontanarsi, dicendogli che sarà attraverso un’altra strada, attraverso altri porti giungerà alla riva, non lì, per varcare il mare: lo dovrà trasportare una barca più leggera.

Allora Virgilio, anticipando la probabile replica dell’allievo, rivolge a Caronte una delle frasi più famose di tutta la Commedia: “Caronte, non ti stizzire: si è deciso così in Paradiso, e non chiedere altro”, fissandolo intensamente negli occhi cerchiati di un acceso riverbero.

Udendo ciò, il demone si affloscia su sé stesso. E qui avviene un repentino cambio di scena.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...