La vista che m’apparve d’un leone

1^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

Era la prima ora del mattino, e il sole si muoveva verso l’alto con quella costellazione che era con lui quando l’amore divino mosse per la prima volta le stelle; così che mi davano motivo per sperare in modo conveniente riguardo a quella fiera dalla pelliccia screziata l’ora mattutina e la mite stagione; ma non così che non mi arrecasse la paura la sembianza di un leone che mi si manifestò.

Questi appariva che mi venisse incontro con la testa eretta e con una fame da far diventare irosi, così che avevo l’impressione che l’aria ne tremasse. Ed una lupa, che sembrava oppressa da tutti i segni dell’avidità nella sua magrezza, e fece già vivere infelici molte persone, mi turbò tanto con la paurosa minaccia che nasceva dal suo aspetto, che io persi la speranza di raggiungere la vetta del colle.

@ LA VISTA CHE M’APPARVE D’UN LEONE

Una lonza leggera e presta molto

1^ canto dell’Inferno.

Seconda parte.

In quel momento cessò alquanto la paura, che nel profondo del cuore si era protratta a lungo durante la notte che trascorsi con tanta angoscia. E come quegli che con il respiro affannoso, uscito fuori dal mare e approdato alla spiaggia, si rivolge verso l’acqua insidiosa e la guarda con intenzione, così il mio animo, che ancora era in fuga, si rivolse indietro a contemplare il passaggio che non fece rimanere mai viva nessuna persona.

Dopo che ebbi in qualche modo dato riposo al corpo affaticato, m’incamminai per il solitario pendio, così che il piede saldo era di continuo posto a un livello inferiore. Ed ecco, quasi all’inizio del declivio, una lonza agile e molto veloce, che era ricoperta da un pelo chiazzato; e non si allontanava dal mio cospetto, per di più impediva tanto il mio camminare, che mi voltai molte volte per ritornare indietro.

@ UNA LONZA LEGGERA E PRESTA MOLTO

Mi ritrovai per una selva oscura

1^ canto dell’Inferno.

Prima parte.

Nel vertice del corso della vita umana mi ritrovai in una selva tenebrosa, perché era la diretta via era smarrita. Ahi quanto a descrivere quanto era disabitata e malagevole questa selva è una cosa ardua che il solo ripensarvi ripropone la paura! È tanto dolorosa che la morte è poco di più; ma per parlare del bene che vi trovai, racconterò delle altre cose che vi ho viste.

Io non so riferire esattamente come vi entrai, tanto ero smarrito in quel momento che mi allontanai dalla vera via. Ma dopo che fui arrivato ai piedi di un colle, là dove finiva quella selva che mi aveva trafitto il cuore di paura, rivolsi lo sguardo in alto e vidi i suoi pendii illuminati già dai raggi dell’astro che guida direttamente l’uomo attraverso ogni cammino.

@ MI RITROVAI PER UNA SELVA OSCURA