Guarda la mia virtù s’ell’è possente

lo giorno se n'andava

2^ canto dell’Inferno. Inizio.

Il tempo passava, e l’aria buia liberava gli esseri viventi che sono in terra dalle loro tribolazioni; e io solo uno mi preparavo ad affrontare il travaglio così del viaggiare e così dell’angoscia, che riferirà la memoria che non s’inganna. O Muse, o elevato talento poetico, ora soccorretemi; o memoria che conservasti ciò che io vidi, in tal caso si dimostrerà la tua perfezione.

 Io cominciai: “Poeta che mi conduci, guarda se la mia virtù è capace, prima che tu mi affidi al difficile passaggio. Tu dici che il genitore di Silvio, ancora vivo, si recò nel mondo ultraterreno, e fu con il corpo. Perciò, se il nemico di ogni colpa fu compiacente con lui, riflettendo sullo straordinario risultato che doveva generarsi da lui, e quale fosse nella sua essenza e nella sua condizione non sembra disdicevole a chi è dotato d’intelletto; poiché egli fu prescelto nell’Empireo come progenitore della nobile Roma e del suo Impero: la quale e il quale, per dire le cose come stanno realmente, furono designati come il luogo santo dove risiede il successore di san Pietro. Per questo viaggio di cui tu gli attribuisci la gloria, comprese cose che furono motivo della sua vittoria e della dignità papale.

Da leggere: Io era tra color che son sospesi del 20.07.2015

Mi ritrovai per una selva oscura

per una selva oscura

1^ canto dell’Inferno.

Nella metà del corso della vita umana mi ritrovai in una selva tenebrosa, perché la via diretta era smarrita. Ahi quanto a descrivere com’era disabitata e malagevole e tormentosa questa selva è una cosa ardua che il solo ripensarvi ripropone la paura! È tanto dolorosa che la morte lo è poco più; ma per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho viste.

Io non so riferire esattamente come vi entrai, tanto ero smarrito in quel momento che mi allontanai dalla via vera. Ma dopo che fui arrivato alle pendici di un colle, là dove finiva quella selva che mi aveva trafitto il cuore di paura, rivolsi lo sguardo in alto e vidi i suoi pendii illuminati già dai raggi dell’astro che guida direttamente l’uomo per ogni cammino.

Per me si va tra la perduta gente

immagine caronte

3^ canto dell’Inferno. Inizio.

‘Attraverso me si va nell’Inferno, attraverso me si va nella sofferenza eterna, attraverso me si va tra le anime dannate. La giustizia indusse il mio sommo creatore; mi creò la potenza del Padre, la sapienza del Figlio e la carità dello Spirito Santo. Prima di me non furono create cose se non eterne, e io resisto in eterno. Abbandonate ogni speranza, voi che entrate’.

Io vidi scritte queste parole di colore scuro sulla parte superiore di una porta; e perciò io: “Maestro, il loro significato mi è doloroso”.

Ed egli a me, come una persona avveduta: “Qui bisogna abbandonare ogni timore; qui è inevitabile che sia distrutta ogni pusillanimità. Noi siamo giunti al luogo dove ti ho detto in cui tu vedrai le anime dannate che sono private del vero in cui si appaga l’intelletto”.

Da leggere: Mi mise dentro a le segrete cose del 04.07.2015